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Il vuoto è tuo amico
Se preferisci l'azione compulsiva a un momento di vuoto stai perdendo la tua creatività


Ciao :)
e bentornat* qui 💌
Ti avviso già che questa newsletter è un pò più lunga del solito, ma del resto il mio intento (da insegnante di yoga) è quello di andare in profondità non di dare informazione veloce, quindi, sit back, relax and enjoy the ride..

Oggi vorrei parlarti del valore che gli spazi vuoti, che tanto temiamo al giorno d’oggi, sono spazi fertili, pieni di possibilità che spesso non ci concediamo, un pò come una cellula staminale che può diventare qualunque cellula.
Ormai si parla molto della società della produttività e di quanto invece quelle attività che non “rendono” non siano socialmente accettate. Le persone che dedicano più tempo ed ascolto agli spazi vuoti vengono spesso etichettate come “perditempo”. Perché il tempo non utilizzato per creare qualcosa che ha uno scopo preciso (e possibilmente produttivo) è inaccettabile.
Ed è così che ci troviamo esauriti. Perché non siamo stati creati per essere macchine.
È paradossale che il vero valore di quello spazio vuoto sia al giorno d’oggi ritenuto l’esatto opposto di ciò che è. Questo è segnale di quanto siamo lontani dalla realtà, dalla verità delle cose, totalmente assorbiti nel velo di Maya.
Se non troviamo il tempo o decidiamo di fare spazio a ciò che nutre l’anima allora non siamo niente più di una macchina che lavora e perdiamo di vista la nostra vera natura, l’Atman.
Se ci dimentichiamo di nutrire questo soffio vitale potremmo iniziare a manifestare vari disagi nel corpo fisico e nel corpo mentale. Non è una casualità che oggi i disagi psichici e la difficoltà a dormire siano all’ordine del giorno.
Parola del mese: Atman आत्मन्

Ātman è un termine sanscrito, che indica l' "essenza" o "soffio che da la vita".
L’Induismo afferma che ogni essere vivente custodisce al proprio interno una particella dello spirito universale, la quale è composta della sua stessa sostanza e manifestazione del divino. Questo soffio o scintilla dà vita alla coscienza, non nasce e non muore.
“Lo Spirito che è dentro di noi mai nasce né muore; non è stato, non sarà di nuovo. Esso, che è innato, necessario, eterno, primordiale, non muore quando muore il corpo (Bhagavad Gita)
L’essenza universale, “Brahman”, può considerarsi la sola entità reale, poiché la realtà materiale che l’uomo sperimenta quotidianamente è temporanea, precaria e variabile e tutto ciò che è mutabile non viene valutato come vero. Da qui l’affermazione che la realtà per come la conosciamo è solo una grande illusione (velo di Maya).
Atman è la parte autentica e immortale dell’anima individuale che come il Brahman, o anima universale, ha la caratteristica di essere illimitata. Proprio come un oceano di cui il nostro Atman è la goccia.
Attraverso le pratiche possiamo imparare il discernimento (Viveka) e riconoscere ciò che è mutabile, inclusi i nostri stati d’animo che ci fanno vedere le cose, non per ciò che sono oggettivamente, ma per come siamo noi.
Tutto è interconnesso e quindi non c’è alcuna differenza tra piante, animali ed esseri umani, poiché abbiamo tutti origine dalla stessa matrice, Brahman.
Per i più attaccati alle verità scientifiche, ad oggi, la fisica quantistica ha dimostrato questa teoria, di cui si parlava già 5000 anni fa nei primi testi sacri, attraverso l’entanglement (intreccio) quantistico.
Workshop Upside Down
Sabato 9 Maggio ore 10-12.30

Ritorna a grande richiesta il workshop sulle inversioni in cui il focus sarà la preparazione per poter salire con maggiore leggerezza in una serie di posizioni invertite.
Che tu sia alle tue prime inversioni o voglia perfezionare le posizioni invertite o conoscere varianti e nuove posizioni, sei benvenut*.
Una parte della pratica sarà dedicata a esercizi di respirazione per imparare a mantenere una mente calma e stabile quando andiamo verso l’ignoto e per ristabilire equilibrio poiché in fondo questo è l’obiettivo della pratica.
Ci vediamo in Via Antonio Cesari, 1!
Per prenotarti o avere alte info rispondi a questa mail :)
Pratica del mese: STOP🤚🏽
Per riagganciarmi al tema di questa newsletter, questo mese ti propongo una pratica inusuale.
Scegli un orario del giorno, in cui sai che non verrai disturbat*, magari dopo i pasti cosi aiuti anche la tua digestione, e metti una sveglia ricorrente per i prossimi 21 giorni.
Al suonare della sveglia, lascia tutto ciò che stai facendo e metti un timer di 5 minuti. Sedut* alla scrivania, sul divano o su un prato, inspiri dal naso e svuoti dalla bocca, e provi a rimanere 5 minuti senza fare. Osserva lo spazio vuoto, se ti aiuta puoi concentrarti sul respiro, se preferisci puoi anche leggere o scegliere di massaggiarti collo o testa, guardare fuori dalla finestra, scegli tu come impiegare questo tempo ma lascialo il più vuoto possibile. L’deale sarebbe rimanere in contemplazione di un oggetto sattvico (natura e simili).
Se 5 minuti ti sembrano tanti, puoi fermarti a 2 o 3. Ma scegli di fare la pausa. Nota come possono sopraggiungere pensieri di ansia, senso di colpa o magari ti chiederai “ma cosa sto facendo?” Prova a starci, a rimanere. Al termine del timer un grande respiro profondo e riprendi ciò che stavi facendo.
Le cose semplici spesso ci mettono più in difficoltà di altre.
Se ti va fammi sapere com’è andata.
Una storia: Hanuman🐒

Hanuman, noto per la sua incomparabile devozione a Rama da alleato e da amico, con il suo coraggio aveva riportato Sita (moglie di Rama) in salvo dall'isola di Lanka.
In un ashram nelle montagne di Meru viveva Anjana, una creatura Vanara, razza di uomini scimmia, un giorno mentre lei era in meditazione presso una cascata giunse un ruggito di un vento impetuoso e in una raffica d'aria prese forma davanti a lei un essere meraviglioso, Anjana capì che si trattava di Vayu, il dio del vento, il respiro del mondo, che era giunto per dare a lei ciò che desiderava. Anjana chiese un figlio e Vayu l'accontentò dandole come figlio un grande eroe, un dono per lei e per tutta l'umanità, il suo nome si sarebbe conosciuto in tutti i mondi.
Anjana mise al mondo un bambino dalla faccia di scimmia, dal nome Vajarang, che significa corpo forte come il ferro, ma un giorno Vajarang sarà conosciuto da tutti come Hanuman, un dio dalla forma di scimmia, un guerriero invincibile.
Vajarang combatté la sua prima battaglia ancora nel grembo materno, il mito racconta infatti che Vali, potente capo dei vanara, venne a sapere che Anjana aspettava un figlio che sarebbe diventato molto potente, preoccupato di avere un giorno un rivale, creò un missile composto da 5 metalli, oro, argento, rame, ferro e stagno e lo diresse verso Anjana mentre stava dormendo, ma la potenza di hanuman era già così forte che non appena il missile toccò il grembo della madre si sciolse e si trasformò in un paio di orecchini che ancora oggi sono visibili in alcune raffigurazioni di Hanuman.
Un giorno Anjana uscì mentre il piccolo stava dormendo, quando lui si svegliò in preda alla fame uscì in cerca di cibo, i suo occhi cercavano all'orizzone e in quel momento stava sorgendo il sole, era la prima volta che lui vedeva l'alba e il sole gli sembrava un grande e delizioso mango, così decise di cogliere il frutto spiccando un grande salto, il signore Indra, stupito nel vedere un piccolo che cercava di staccare un pezzo di sole dal cielo, gridò: fermati, cosa pensi di fare?! il bambino ignorò indra proseguendo verso il sole e noncurante del calore che emanava il sole, quindi Indra preoccupato dell'incolumità dei cieli scagliò la sua folgore contro il bambino compendolo alla mandibola, Vajarang cadde a terra perdendo conoscenza, Vayu, il padre spirituale di Vajarang raccolse il piccolo da terra e lo portò in una caverna e dichiarò sciopero. In assenza di Vayu non c'era più movimento d'aria, non c'erano pioggia, nuvole, le piante si seccavano, i fuochi si spegnevano, gli uomini e gli animali faticavano a respirare e non riuscivano a muoversi o mangiare, Brahman era allarmato dalla situazione sulla terra, convocò gli dei e decise di recarsi insieme a loro nel rifugio di Vayu. Indra, pentito per aver agito d'istinto e aver quasi ucciso un bambino, chiese umilmente perdono a Vayu, Brahman avvolse il bambino con la sua potenza e lo rese forte e invulnerabile come la folgore, il bambino aprì gli occhi, il suo corpo era più vigoroso che mai, tuttavia la sua mandibola portava ancora il segno della folgore di indra. Brahma gli sorrise con affetto e gli disse che da quel momento in poi lui sarebbe stato conosciuto come Sri Hanuman, il dio della mandibola rotta.
Un talk ispirazionale 🎙️
Ti invito ad ascoltare un talk che si chiama Fuck up night che vuole normalizzare il “fallimento”, con ospite una delle mie insegnanti preferite in assoluto e grande fonte di ispirazione e conoscenza,
Alessandra Martin❤️
Un libro 📖
Un vecchio amico dai tempi del corso di Pranayama, Vasco, che ho scoperto solo dopo essere un autore e musicista conosciuto, mi ha inviato in anteprima il suo nuovo libro.
Raccoglie tante citazioni meravigliose di personaggi particolarmente illuniati messe insieme da un filo conduttore: “non fare niente e altre dorme d’arte”.
Non sono arrivata ancora a metà ma te lo consiglio vivamente!
Lo trovi qui: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/arte/una-cosa-spirituale-vasco-brondi-9788806272715/

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A presto!
Om Shanti✨
Giada
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