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Il Potere dei Rituali 🕯️
Come i Rituali ci aiutano a scandire le transizioni e a restare presenti

Ciao :)
e bentornatə qui 💌
Giorni fa passeggiavo lungo un viale alberato, ho sollevato la testa per immergermi nei colori delle foglie, alcune stavano cadendo e in un istante mi sono ritrovata bambina, intorno ai 10 anni, insieme a mia madre e mio fratello nel bosco vicino casa in Toscana.

Ogni autunno la mamma ci portava li a raccogliere ciclamini per creare qualche composizione e ci faceva sempre sdraiare a terra nel bosco, con le nostre teste vicine ad osservare ogni sfumatura di colore, aspettando quel momento emozionante in cui una foglia si librasse in volo sempre piu vicina a me e atterrasse delicata come una piuma magari proprio sul viso, come una carezza sulla guancia.
Era un’attesa ricca di significato, quel momento in cui aspettavo il contatto della foglia, una carezza della natura. E io ero pronta ad accoglierla con un sorriso.
Provo una grande gratitudine per mia madre, perché ci ha insegnato il valore silenzioso delle cose semplici, del contatto con la natura, della meraviglia che si dispiega solo davanti agli occhi di chi sa osservarla con pazienza e senza alcuna aspettativa.
Ho letto su un articolo che la natura è un’eredità, una storia che passa da una generazione all’altra, non attraverso il DNA, ma attraverso l’esempio. E’ un’eredità culturale, non è carattere o passione. Uno studio dell’Università di Derby mostra che la connessione umana con la natura è diminuita del 60% nell’arco di 2 secoli (1800-2020), dato allarmante a mio avviso, poiché l’urbanizzazione, che a volte è una necessità per varie ragioni non dovrebbe fermarci dal cercare il contatto con la natura, dentro o fuori dalla città. Trovi l’articolo completo qui:
Dopo 7 anni passati ad Hong Kong ricordo il mio primo autunno in toscana, la continua meraviglia dello spettacolo di colori che mi riempiva gli occhi. Come se lo vedessi per la prima volta. Immagino l’impatto che può avere su una persona che questo spettacolo non l’ha mai conosciuto. O per chi, come me, ha dovuto allontanarsi da casa per poi tornare e guardare con occhi diversi.
Occhi che potessero apprezzare le cose che prima erano scontate.
Occhi che potessero guardare invece che vedere.
Non è mai tardi per imparare a meravigliarsi.
Nella mia esperienza personale tutto è cambiato in meglio quando ho finalmente risvegliato la capacità (sopita) di guardare con gli occhi di una bambina. Della mia bambina interiore.

Me nel 1991
Tutto può diventare unico e speciale.
La vita improvvisamente diventa un dono, invece di essere un’automatica routine quotidiana.
Mi ricordo sempre di un cuginetto che ha passato il natale con la mia famiglia qualche anno fa, aveva 5/6 anni ai tempi e ogni cosa gli mostravo lui sbarrava gli occhi e diceva “OH WOW” è stato un grande insegnamento per me!
Come quando da piccola mi sdraiavo a terra e osservavo le foglie cadere dalle chiome degli alberi altissimi.

Se anche tu ti sei fermatæ a osservare gli alberi dal basso hai notato quell’incredibile mosaico che formano le loro chiome! lo sapevi che lo spazio vuoto che gli alberi lasciano tra le proprie chiome e quelle degli altri alberi è un vero e proprio fenomeno che si chiama “timidezza della chioma”?
Non è dolcissimo e poetico al tempo stesso? Appare come un vero e proprio mosaico ed è un modo per convivere in sinergia così da permettere a tutti gli alberi di poter accedere equamente a luce e aria per la fotosintesi, per proteggersi da eventuali passaggi di parassiti e malattie di altri alberi e per evitare di strofinare una chioma contro l’altra con il vento e quindi danneggiarsi.
La natura trova sempre il modo più sinergico per convivere nel proprio contesto nella maniera più equa e più gentile.

Questo mese vorrei darti qualche spunto Ayurvedico per attraversare al meglio questa stagione in cui prevale la componente Vata. Se non lo conosci, l’Ayurveda è la medicina tradizionale indiana, che vanta circa 5000 anni di storia ed è strettamente legata allo Yoga. In Ayurveda tutto è composto da tre costituzioni fondamentali, Kapha (terra e acqua), Pitta (fuoco e acqua), Vata (spazio e aria), noi inclusi. Il benessere fisico e mentale deriva dall’armonia tra queste 3 parti, che si chiamano Dosha.
In autunno Vata (l’elemento aria) tende ad essere sbilanciato, in questo periodo può arrivare insonnia, secchezza della pelle, vulnerabilità a raffreddori e ansia. Quindi per bilanciare questo Dosha ci servono calore, stabilità e nutrimento.
Idratazione: è il momento di sbizzarrirsi con le tisane (la mia passione). Preferisci zuppe e cibi cotti a quelli freddi che aggravano Vata. Idrata la pelle con l’olio dopo la doccia, o mixalo alla crema (come faccio io), personalmente è un momento coccola\relax che mi aiuta a decomprimere a fine giornata ed 'è anche un gesto di cura e consapevolezza, e se hai la possiblià di riscaldare l’olio sarà subito spa!
Riposo: è il momento in cui gli animali si preparano al letargo, quindi concediamoci quel momento di riposo in più così da dare tempo all’organismo di potersi rigenerare e rafforzare il sistema immunitario
Movimento dolce: aggiungi qualche pratica dolce alla tua routine se lo Yoga che pratichi è molto dinamico, anche pochi minuti di allungamento e torsioni a letto prima di dormire, favorisci attività che promuovono il radicamento
Spezie: cannella, zenzero, cardamomo, curcurma (ricorda di abbinarla sempre al pepe nero, necessario per l’attivazione della curcumina), liquirizia, finocchio, sono tutti antinfiammatori naturali, io li uso per cucinare oppure ci faccio una tisana
Rituale: accendi un incenso o una candela come semplici rituali che possono accompagnare le giornate più buie, fredde e umide rendendole “cozy” (accoglienti)
Spero che questi piccoli e semplici accorgimenti ti siano d’aiuto e magari possano entrare nella tua routine!
⭕Parola del mese: Yajña (यज्ञ)

Divinità femminili durante un antico rituale vedico di offerta al Dio del fuoco, Agni
Yajna è la parola primaria per rituale, cerimonia o atto di adorazione, spesso fatto davanti al fuoco e accostato al canto di Mantra Vedici per invocare la benedizione degli dei. Può anche significare preghiera, offerta e devozione.
Come abbiamo capito già dalle precedenti parole sanskrite che vi ho riportato, a differenza della lingua italiana, il sanskrito raccoglie tanta ricchezza in ogni singola parola che può assumere molti significati. Per questo la traduzione (come anche per altre lingue) è sempre riduttiva, si perde parte del significato, ed è questo il motivo per cui ho scelto di raccontarvi una parola al mese così da poter dare una spiegazione più approfondita.
Ho scelto questa parola proprio perché siamo in vista della conclusione dell’anno, un momento ricco di rituali (Natale, Capodanno, Epifania, ecc) e ci tenevo a ricordarci perché ci servono così tanto.
Danno ritmo al tempo, quindi puoi stabilire rituali quotidiani per dare maggiore consapevolezza alle tue giornate, marcando un prima e un dopo; trasformano il quotidiano in qualcosa di sacro e significativo; un rituale è anche un atto identitario: ti ricorda valori, priorità, il modo in cui vuoi abitare il tuo tempo.
È una dichiarazione silenziosa di intenzione. Quando tutto cambia, dalle stagioni alle relazioni, alle fasi della vita, i rituali restano, ci danno quella sicurezza, quella radice stabile che ci fa affrontare la trasformazione senza perdersi.
🪬Workshop “Rituale di Fine Anno”
Per chiudere l’anno insieme e in maniera consapevole ho organizzato un evento di rituali per scandire la fine di questo anno e renderci pronti ad un nuovo inizio.
Il workshop si terrà Sabato 13 Dicembre ore 9.30-12 in zona Niguarda.
I posti sono limitati. Per info e prenotazioni rispondi a questa mail e ti mando tutti i dettagli su come procedere :)

📝Pratica del Mese
Questo mese ti invito a prendere carta e penna, mettere 3-5 minuti di timer e dopo 3 respiri profondi ad occhi chiusi, impugna la penna e lascia che il flusso di coscienza scorra attraverso la tua mano e la scrittura, non pensare troppo alla forma o all’ortografia, lascia che la mente si alleggerisca mettendo nero su bianco.
Quando avrai finito rileggi ciò che hai scritto e osservalo adesso che hai “tirato fuori”. Di solito non ce ne accorgiamo ma quando le cose rimangono al nostro interno sotto forma di pensieri, ci identifichiamo con essi ed è difficile liberarsi di pesantezza, problemi, schemi mentali, la scrittura in questo può aiutarci perché una volta che ho messo nero su bianco posso guardare quei pensieri con i miei occhi ora che c’è uno spazio tra me e quei pensieri, e in automatico me ne distacco un pò.
Guardare le cose da un’altra prospettiva può attivare grandi intuizioni!
Buona scrittura 🌝
Grazie per avermi letta :)
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Namaste ✨
Giada

